Marco Arzilli - Comma Comunicazioni

arzilli marcoINTERVENTO MARCO ARZILLI IN COMMA COMUNICAZIONI 10.12.2013

Capisco le difficoltà di questi interventi e capisco bene anche come ci si sente in mezzo alla gogna mediatica. E’ più di un anno che il sottoscritto vive un attacco mediatico per avere espletato le sue funzioni a nome del governo, per avere revocato la licenza a un soggetto a seguito di un atto del tribunale che definiva comportamenti non leciti in base alle leggi sammarinesi. Ma non sono il solo: ci sono altri consiglieri in quest’Aula che vivono la realtà della gogna mediatica. E allora dobbiamo fare attenzione a pensare che questo non possa mai accadere a nessuno e non preoccuparsi di quello che succede ai colleghi consiglieri.

Difficilmente riesco a credere ad artifizi e sotterfugi per fare pressioni sulla magistratura, almeno per quanto riguarda il mio Movimento: non ci corrisponde questo modo di fare politica, non crediamo nemmeno sia un modo per ridare dignità alla politica quello di usare notizie sensazionalistiche e bombe a orologeria magari per coprire altre questioni. Noi siamo abituati a dire le cose chiare senza averne paura, come la dottoressa Lombardi non ha avuto paura di dichiarare sulla stampa la sua verità. Le sue parole oltretutto non sono quelle di un politico ma di una persona che lavora e che non è avvezza al linguaggio della politica e alla gogna mediatica in cui noi tutti prima o poi cadiamo Ho apprezzato gli interventi dei colleghi Marcucci e Lonfernini per il coraggio di parlare in quest’Aula di fatti sicuramente non piacevoli, concordo che la verità deve venire fuori e non bisogna aver paura che la verità venga fuori.
Comunque vorrei fare anche io una ricostruzione dei fatti: sono al governo da 5 anni, qualcosa è successo sulle vicende legate alla Banca Commerciale e alle due finanziarie, Pradofin e Finproject. Due finanziarie revocate dal congresso di Stato, perchè all’epoca era il governo che agiva sulle finanziarie, non era ancora Banca Centrale che poteva muoversi in autonomia. Quando il governo di allora revocò le due finanziarie cominciarono le prime fibrillazioni politiche e ci fu una prima crisi di governo del Patto per San Marino.
Nel 2012 Banca Centrale attua il commissariamento di Banca Commerciale Sammarinese e comincia un altro periodo complesso, di fibrillazione nella classe politica, come se questo evento non fosse previsto. In questo caso Banca centrale ha agito da sola, in autonomia, perchè nel frattempo la legge era cambiata. Poi cade il governo; nel frattempo ci sono alcuni personaggi, che oggi iniziano a essere conosciuti, come Giuseppe Roberti. Ambasciatore a disposizione di San marino, è stato impossibile fargli revocare il mandato nonostante le richieste di molti membri di governo. E’ inoltre una persona che aveva avuto la residenza nella Repubblica di San Marino e che ci ha rinunciato non appena sono partite le vicende giudiziarie, un fatto che fa pensare.
Poi arriva ‘Mazzini’. Ha ragione il consigliere Giovanni Lonfernini: di chiacchiericcio su questa situazione ce n’era tanto, c’erano tanti nomi, una sfilza. Ma si è sempre detto, mi sembra anche in commissione giustizia, di far terminare il lavoro della magistratura e poi, eventualmente, intervenire. Non è stato possibile perchè ormai la situazione è esplosa, anche in maniera non proprio consona. Ma bisogna ricercare la verità, come unico modo per ridare dignità alla nostra attività politica perchè si sta sgretolando la credibilità di tutti in termini politici, la gente è stanca di sentire notizie, vere o false che siano, che portano a considerare la classe politica tutta uguale.
Ma non si può accettare la massificazione di un’immagine creata da comportamenti che nulla hanno a che vedere con il giuramento che abbiamo fatto in quest’Aula, comportamenti che non vedono coinvolti solo politici, ma un’intero sistema. E’ imbarazzante sentire l’ex proprietario di una banca che dispensa pillole di moralità: se sa la verità la dica, spieghi come questi soldi sono arrivati su quel libretto. Il modo migliore di servire il paese è dire perchè quei soldi sono arrivati su quel libretto e dichiararlo alla magistratura.
Le vicende che vi ho riferito prima sono sempre state per me e per il mio Movimento motivo di preoccupazione, legata non solo al nostro ruolo di consiglieri che fanno parte di una maggioranza o membri di governo, ma di rappresentanti dei cittadini sammarinesi. Ma ogni volta che si faceva una dichiarazione di questo genere qualcuno attaccava sui giornali, messaggi un po’ strani.
Sono nati dei movimenti politici con a capo dei personaggi che hanno fatto la storia di questo paese nel bene e nel mare, forse anche loro hanno qualcosa da dire ma la discesa in campo politica mi sembra alquanto dubbia. Si sono mossi blog su internet, quello del ‘giornalista professionista’ che si è divertito a sparare e a mettere in dubbio la moralità delle persone senza prove in maniera non dignitosa e ignobile nelle sue finalità. Ma quando una persona è a posto con la sua coscienza non deve aver paura di nulla e io non ho avuto paura delle accuse infamanti fatte da un soggetto che prima dovrebbe pensare forse alla sua coscienza. E vi dico, colleghi consiglieri, fate attenzione perchè il serpente potrebbe girarsi e mordere anche voi. La credibilità non si crea attraverso la forza di uno strumento mediatico ma attraverso la moralità e le azioni di una persona.
Parlando di moralità, quando un giudice dice che è ammessa l’ignoranza di una legge per assolvere un soggetto, allora io credo che tra i tanti casi di cui si è parlato credo sia il caso anche di riaprire il caso Licenzopoli. Se un giudice ammette una cosa del genere bisogna capire se sia stato ‘viziato’ da qualcuno.
Iniziamo a ridare alla politica la sua credibilità, è inaccettabile lasciare che nei cittadini ci sia anche una sorta di passività nei confronti dei propri rappresentanti perchè altrimenti fare politica sarà sempre più difficile sia per chi arriva ora con la voglia di cambiare le cose sia per chi fa politica già da tempo e vuole proseguire il suo percorso nella massima trasparenza.
Vi chiedo se questa situazione che qualcuno chiama ‘guerra tra bande’ non sia qualcosa che rischia di metterci tutti in difficoltà: prima si farà chiarezza e meglio è, il tribunale deve andare avanti. Quando si arriverà in fondo probabilmente si scoprirà quella che io chiamo la ‘stele di Rosetta’ del nostro sistema, la chiave di lettura di tante vicende, che ci aiuterà ad evitare in futuro di commettere gli stessi errori che hanno minato la credibilità del nostro paese.
Dunque chiedo all’Aula consiliare di appoggiare il lavoro della magistratura e di non aver paura di affrontare la verità.