Le ragioni di 4 No ai quesiti referendari

4NO ReferendumIl Movimento NOI SAMMARINESI, in vista dell’ imminente giornata di consultazione referendaria, sottolinea l’importanza della partecipazione attiva della cittadinanza invitandola ad esprimere la propria libera scelta nel dare risposta ai quesiti referendari.

Il Movimento NOI SAMMARINESI ritenendo prevalenti le ragioni del No su tutti i quattro quesiti referendari, intende comunicare alla cittadinanza le segueti sintetiche motivazioni poste alla base del proprio convincimento:

 

Referendum propositivo “Preferenza Unica”: “Volete voi che ogni elettore, sia il cittadino residente nella Repubblica di San Marino, sia il cittadino residente all’estero, in occasione delle elezioni politiche generali, possa manifestare un’unica preferenza per un unico candidato appartenente alla lista prescelta?”

No. Il quesito, che rintroduce il diritto di preferenza anche per i cittadini residenti all’estero, limita il rinnovamento in politica, ostacolando in particolare giovani, donne e volti meno noti e mal si concilia con il nostro sistema elettorale. L’effetto congiunto di preferenza unica e voto ai candidati da parte dei cittadini all’estero sarebbe quello di avvantaggiare quei candidati che possono permettersi di fare campagna elettorale personale all’estero.

 

Referendum abrogativo “Fondo Ausa”: “Volete voi abrogare la Legge 7 agosto 2015 n.137, intitolata “Modifiche alla Legge 29 gennaio 1992 n.7 – Piano regolatore generale (P.R.G.) per l’attuazione di interventi di sviluppo economico?”

No. L’abrogazione della norma comporterebbe inevitabilmente la mancata realizzazione del Polo della Moda e passerebbe il messaggio, sbagliato, che a San Marino si possa promuovere un referendum per bloccare una iniziativa imprenditoriale del genere.

Gli investitori hanno chiaramente rappresentato che il sito del Fondo Ausa è l’unico possibile in cui realizzare il Polo della Moda. Se quest’ultimo non si dovesse realizzare, sarebbe l'ennesima opportunità persa per l'economia di San Marino, per dare lavoro alle nostre imprese e ai disoccupati, per incrementare le entrate nelle casse dello Stato, per dare quella svolta, soprattutto per il turismo, che aspettiamo da 30 anni.

 

Referendum propositivo “Tetto Retribuzioni”: “Volete che la retribuzione del personale dipendente dello Stato, di Enti statali o comunque a partecipazione statale, Aziende Autonome di Stato, istituto per la Sicurezza Sociale, Tribunale Unico, Banca Centrale della Repubblica, comprese le posizioni apicali di tali Enti, non superi Euro centomila annue lorde, comprese indennità e consulenze?

No. Se una persona ha ottime professionalità e sa fare il proprio mestiere in modo eccellente, assumendosi responsabilità importanti, quali ad esempio quelle che riguardano la salute di tutti noi, può meritare anche oltre centomila annua lorde.

Non possiamo privarci della possibilità di queste professionalità solo perché in alcuni ambiti del personale dello Stato o di enti da esso partecipato o comunque che prestano un'attività' di valenza pubblica, ci sono sproporzioni fra l'attività prestata, a volte caratterizzata anche da mancanza di responsabilità, e l'ammontare del compenso. Bisogna semmai agire solo su queste distorsioni.

In America dicono “‘if you pay peanuts, you get monkeys” che vuol dire “se paghi noccioline, ti prendi le scimmie”.

Il problema non è quanto paghi, ma quanto paghi chi. La follia è pagare molto chi non lo merita, ma se arrivassero dirigenti bravi è giusto pagarli.

Faranno guadagnare certamente molto di più del loro stipendio e sapranno ottimizzare le nostre risorse molto meglio di quanto non farebbe un incapace pagato meno.

 

Referendum propositivo “Quorum Referendum”: “ Volete sia mopdificata la vigente Legge sul Referendum, prevedendo:

  1. Che la proposta relativa ad ogni t ipo di referendum sia approvata se ottiene la maggioranza semplice dei voti validamente espressi, eliminando il quorum del 25% dei voti validi previsti dall’attuale legge;

  2. Che l’autenticità delle firme dei sottoscrittori della proposta referendaria possa essere dichiarata non solo dal Notaio o dall’Ufficiale di Stato Civile, ma anche congiuntamente o disgiuntamente da componenti del comitato promotore del referendum preventivamente indicati, sotto la loro responsabilità penale e civile?”

No. Siamo per la democrazia rappresentativa: se un cittadino sceglie i suoi rappresentanti questi devono essere lasciati governare e non ci può essere un referendum per ogni questione.

Si obbligherebbero i cittadini a doversi informare su ogni questione, cosa che potrebbero tranquillamente non voler fare e delegare ad altri.

Una conseguenza potrebbe essere una disaffezione verso il voto con la conseguenza che andrebbero a votare solo gli interessati ad un determinato argomento che ovviamente voterebbero solo nel loro interesse. Conseguenze: piccole minoranze deciderebbero per tutti.

Inoltre, l'autenticità delle firme dovrebbe essere effettuata da un soggetto pubblico ufficiale che non e' parte interessata al referendum. Dare la possibilità di autenticare le firme a componenti del comitato promotore si pone in evidente contrasto con la funzione di terzietà del pubblico ufficiale.